NONNI NON SI NASCE…MA SI DIVENTA!

By 24 settembre 2017Novità
Portrait of little Caucasian grandson embracing happy grandfather, they looking at camera and smiling

NONNI NON SI NASCE…MA SI DIVENTA!

Strategie educative per gestire in modo efficace il rapporto con i nipoti e i loro genitori.

È soprattutto in questi ultimi anni che si è “ri-scoperta” la figura dei nonni.

Forse per le difficoltà economiche oppure per la carenza di strutture rivolte all’infanzia a cui appoggiarsi per poter lasciare i propri figli, tant’è che i nonni rappresentano una vera e propria risorsa sociale: sostengono le giovani famiglie e si prendono cura dei loro nipotini.

Un’altra motivazione che spinge i genitori a lasciare i propri figli dai nonni è senza dubbio la presa di consapevolezza che essi sono le persone più intime rispetto al loro nucleo familiare e possono essere d’aiuto donando un amore incondizionato, semplice e puro.

I nonni, inoltre, offrono il “tempo”, quel tempo che spesso i genitori non riescono mai a trovare per problemi di lavoro e, oltre a questo, la loro presenza trasmette sicurezza e stabilità a tutta la famiglia.

Il bambino può quindi godere di un ritmo di vita più pacato, si sente maggiormente ascoltato e ha qualcuno con cui può chiacchierare e giocare.

Ma se da un lato i “nonni” sono d’aiuto ai nipoti e alle famiglie, dall’altro è proprio la presenza dei nipoti che stravolge e dà un significato diverso alla vita dei nonni: grazie a loro si possono vivere esperienze più gratificanti soprattutto dal punto di vista emotivo. Stare accanto ai bambini diventa rigenerante per i nonni perché riescono a dimenticare le malinconie e le tristezze che spesso vivono. Accompagnarli a scuola diventa per loro un piacevole momento di svago, aiutarli nei compiti pomeridiani permette loro di restare cognitivamente più brillanti, apprezzare la loro curiosità e spontaneità permette loro di ricordare i bei tempi passati con piacevole nostalgia.

Ma non si diventa nonni per scelta propria, né si nasce rivestendo già questo ruolo. Ci si diventa solo quando nasce un nipote e sono proprio i figli che offrono questa fantastica e impegnativa opportunità. Si viene così a costituire un nuovo sistema familiare, fatto da due genitori e quattro nonni e questo implica inevitabilmente la ridefinizione dei propri ruoli, competenze e funzioni all’interno della famiglia.

E’ soprattutto in questi momenti che si possono rompere alcuni fragili equilibri che si erano costruiti e mantenuti nonostante mille difficoltà al fine di rendere più serena la convivenza.

Ecco perché è assolutamente importante definire in anticipo i limiti della propria disponibilità trovando insieme ai figli delle risorse e degli aiuti alternativi, dato che anche i nonni hanno i loro impegni a cui non possono, e non dovrebbero, rinunciare. Questa trasparenza permette a tutti i membri della famiglia di non provare sensi di colpa nel momento in cui non si è disponibili a dare aiuto oppure rabbia nel momento in cui non si può ricevere aiuto.

I nonni non devono essere invadenti, non devono sostituirsi ai figli né devono giudicarli e criticarli per ogni errore, soprattutto di fronte ai propri nipoti; devono equilibrare il ruolo affettivo con il ruolo educativo.

Per mantenere questo “fragile” equilibrio bisogna rispettare alcune semplici regole che permettono di stare con i bambini e coccolarli e allo stesso tempo andare d’accordo con i loro genitori.

Il rapporto con i nipoti è privo di ambiguità ed è più flessibile rispetto ai principi educativi dati dai genitori, ma questo non significa che il bambino “preferirà” i nonni e si allontanerà dai genitori perché troppo rigidi e severi: ai bambini interessa soprattutto che qualcuno li aiuti a crescere.

I bambini capiscono in modo autonomo che i “vizi” dei nonni sono solo una piacevole eccezione rispetto alla quotidianità condivisa con mamma e papà e che con loro valgono certe regole e con i nonni altre.

L’affetto e l’amore dei nonni non minaccia in alcun modo l’attaccamento dei bambini ai genitori: le figure genitoriali saranno sempre il punto di riferimento più importante.

Da uno studio, infatti, emerge che solo il 27% dei bambini pensa che i nonni possono viziare i nipoti; questo sta ad indicare che questa è una “preoccupazione/paura” tipicamente genitoriale.

I bambini nutrono sentimenti diversi: per i genitori c’è un amore vero, che va oltre le regole e i no, mentre per i nonni prevale un sentimento di tenerezza.

La nonnità è un rapporto libero, fine a se stesso, privo delle preoccupazioni educative che emergono nel rapporto tra genitore-figlio, ma non per questo i nonni devono venir meno alla crescita e formazioni dei nipoti.

E se i figli si separano?

Se i figli si separano i nonni non devono mai parlare male del papà o della mamma oppure colpevolizzarli per la separazione, né devono sostituirsi a loro per quello che riguarda i principi educativi, né compiangere i nipoti…casomai devono sostenerli in questo momento difficile mostrandosi più tolleranti ed inclini al dialogo e all’ascolto.

Ma che cosa possono fare i nonni con i nipoti?

Ci sono molte cose che i nonni possono fare con i nipoti. Se sono piccoli si possono leggere delle fiabe oppure utilizzare giochi sonori diversi tra loro, si possono disegnare e colorare semplici immagini, giocare con le costruzioni oppure con la palla. Se sono grandicelli si possono preferire attività quotidiane come curare le piante oppure l’orto, andare a fare la spesa, passeggiare oppure fare i compiti. Se sono grandi uscire in bicicletta, guardare documentari, usare il computer, ascoltare la musica ecc…

Quello che conta è non lasciarli mai soli, ma vivere con loro questi momenti di vita e renderli indimenticabili.

 

 

Dott.ssa Pamela Loretta Marmi

Psicologa-Psicoterapeuta

p.marmi@direfarecrescere.it

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