NONNI NON SI NASCE…MA SI DIVENTA!
Strategie educative per gestire in modo efficace il rapporto con i nipoti e i loro genitori.
È soprattutto in questi ultimi anni che si è “ri-scoperta” la figura dei nonni.
Forse per le difficoltà economiche oppure per la carenza di strutture rivolte all’infanzia a cui appoggiarsi per poter lasciare i propri figli, tant’è che i nonni rappresentano una vera e propria risorsa sociale: sostengono le giovani famiglie e si prendono cura dei loro nipotini.
Un’altra motivazione che spinge i genitori a lasciare i propri figli dai nonni è senza dubbio la presa di consapevolezza che essi sono le persone più intime rispetto al loro nucleo familiare e possono essere d’aiuto donando un amore incondizionato, semplice e puro.
I nonni, inoltre, offrono il “tempo”, quel tempo che spesso i genitori non riescono mai a trovare per problemi di lavoro e, oltre a questo, la loro presenza trasmette sicurezza e stabilità a tutta la famiglia.
Il bambino può quindi godere di un ritmo di vita più pacato, si sente maggiormente ascoltato e ha qualcuno con cui può chiacchierare e giocare.
Ma se da un lato i “nonni” sono d’aiuto ai nipoti e alle famiglie, dall’altro è proprio la presenza dei nipoti che stravolge e dà un significato diverso alla vita dei nonni: grazie a loro si possono vivere esperienze più gratificanti soprattutto dal punto di vista emotivo. Stare accanto ai bambini diventa rigenerante per i nonni perché riescono a dimenticare le malinconie e le tristezze che spesso vivono. Accompagnarli a scuola diventa per loro un piacevole momento di svago, aiutarli nei compiti pomeridiani permette loro di restare cognitivamente più brillanti, apprezzare la loro curiosità e spontaneità permette loro di ricordare i bei tempi passati con piacevole nostalgia.
Ma non si diventa nonni per scelta propria, né si nasce rivestendo già questo ruolo. Ci si diventa solo quando nasce un nipote e sono proprio i figli che offrono questa fantastica e impegnativa opportunità. Si viene così a costituire un nuovo sistema familiare, fatto da due genitori e quattro nonni e questo implica inevitabilmente la ridefinizione dei propri ruoli, competenze e funzioni all’interno della famiglia.
E’ soprattutto in questi momenti che si possono rompere alcuni fragili equilibri che si erano costruiti e mantenuti nonostante mille difficoltà al fine di rendere più serena la convivenza.
Ecco perché è assolutamente importante definire in anticipo i limiti della propria disponibilità trovando insieme ai figli delle risorse e degli aiuti alternativi, dato che anche i nonni hanno i loro impegni a cui non possono, e non dovrebbero, rinunciare. Questa trasparenza permette a tutti i membri della famiglia di non provare sensi di colpa nel momento in cui non si è disponibili a dare aiuto oppure rabbia nel momento in cui non si può ricevere aiuto.
I nonni non devono essere invadenti, non devono sostituirsi ai figli né devono giudicarli e criticarli per ogni errore, soprattutto di fronte ai propri nipoti; devono equilibrare il ruolo affettivo con il ruolo educativo.
Per mantenere questo “fragile” equilibrio bisogna rispettare alcune semplici regole che permettono di stare con i bambini e coccolarli e allo stesso tempo andare d’accordo con i loro genitori.
Il rapporto con i nipoti è privo di ambiguità ed è più flessibile rispetto ai principi educativi dati dai genitori, ma questo non significa che il bambino “preferirà” i nonni e si allontanerà dai genitori perché troppo rigidi e severi: ai bambini interessa soprattutto che qualcuno li aiuti a crescere.
I bambini capiscono in modo autonomo che i “vizi” dei nonni sono solo una piacevole eccezione rispetto alla quotidianità condivisa con mamma e papà e che con loro valgono certe regole e con i nonni altre.
L’affetto e l’amore dei nonni non minaccia in alcun modo l’attaccamento dei bambini ai genitori: le figure genitoriali saranno sempre il punto di riferimento più importante.
Da uno studio, infatti, emerge che solo il 27% dei bambini pensa che i nonni possono viziare i nipoti; questo sta ad indicare che questa è una “preoccupazione/paura” tipicamente genitoriale.
I bambini nutrono sentimenti diversi: per i genitori c’è un amore vero, che va oltre le regole e i no, mentre per i nonni prevale un sentimento di tenerezza.
La nonnità è un rapporto libero, fine a se stesso, privo delle preoccupazioni educative che emergono nel rapporto tra genitore-figlio, ma non per questo i nonni devono venir meno alla crescita e formazioni dei nipoti.
E se i figli si separano?
Se i figli si separano i nonni non devono mai parlare male del papà o della mamma oppure colpevolizzarli per la separazione, né devono sostituirsi a loro per quello che riguarda i principi educativi, né compiangere i nipoti…casomai devono sostenerli in questo momento difficile mostrandosi più tolleranti ed inclini al dialogo e all’ascolto.
Ma che cosa possono fare i nonni con i nipoti?
Ci sono molte cose che i nonni possono fare con i nipoti. Se sono piccoli si possono leggere delle fiabe oppure utilizzare giochi sonori diversi tra loro, si possono disegnare e colorare semplici immagini, giocare con le costruzioni oppure con la palla. Se sono grandicelli si possono preferire attività quotidiane come curare le piante oppure l’orto, andare a fare la spesa, passeggiare oppure fare i compiti. Se sono grandi uscire in bicicletta, guardare documentari, usare il computer, ascoltare la musica ecc…
Quello che conta è non lasciarli mai soli, ma vivere con loro questi momenti di vita e renderli indimenticabili.
Dott.ssa Pamela Loretta Marmi
Psicologa-Psicoterapeuta
p.marmi@direfarecrescere.it

Portrait of little Caucasian grandson embracing happy grandfather, they looking at camera and smiling
